E' accaduto in Myanmar, ex Birmania, un paese governato da una cerchia di generali-dittatori che ne fa uno degli stati piu' isolati al mondo. (Qualcuno probabilmente ricordera' la Birmania per la rivolta dei monaci contro il regime di qualche mese fa - analoga a quella tibetana - e/o per la dissidente San Suu Kyi, premio nobel per la pace).
I media ne hanno cominciato a parlare da 4 giorni, ma solo oggi si e' capito che eravamo di fronte ad un'ecatombe. Come al solito, pero', vorrei sottolineare che ogni volta si tende a fare di tutto perche' le tragedie dei paesi poveri passino quasi inosservate. E' come se fossimo tutti infastiditi da questi fatti tragici a tal punto che le notizie "da un orecchio entrano e dall'altro escono". (In questo momento questa e' la terza notizia su Repubblica e addirittura la sesta sul sito del Corriere).
E' possibile che la vita di un americano o di un occidentale valga 10 volte di piu' di quella di un birmano? o di un iracheno? o di un indonesiano?
Lo scopo di questa nota e' solo quello di invitare a fermarsi e riflettere almeno per un istante.
2 commenti:
concordo io pieno
Marlo
ahime' secondo le ultime notizie i morti sarebbero intorno a 100000, che sarebbero circa 80 torri.
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