Ciao a tutti. Sto leggendo il nuovo libro di Stella e Rizzo "LA DERIVA". Interessante, è un'indagine giudiziaria degli oltre 1000000000000000000000000000000000000000 di tipi di sprechi, inefficienze, perdita di competitività etc. etc. del sistema Italia, degli italiani e del nostro futuro. I numeri contenuti nel libro sono decisamente impressionanti per i miei gusti. Ma è anche un libro comico, certe cose fanno ridere.
Comunque quello che volevo dire, alla fine della fiera, è che secondo me un criterio di valutazione in prima approssimazone della qualità (o "bontà" se proprio la vuoi di' in termini di tipo ingegneristici) di un governo dovrebbe essere la competenza cioè, per intenderci, uno che è ministro dell'agricoltura dovrebbe, secondo me, intendersi seriamente di biologia, meteorologia, economia, gioia di vivere etc. etc. e altro requisito essenziale è che non deve essere pazzo.
Cioè credo che su questo criterio si dovrebbe essere intransigenti.
giovedì 15 maggio 2008
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2 commenti:
be' sarebbe una evidente conseguenza logica. Ad esempio che c'entrava l'ing. Castelli alla giustizia? E il "politico" Storace alla Salute?
Ci sono pero' due esempi che rappresentano due eccezioni a questo discorso, una positiva, l'altra negativa.
Quella negativa e' rappresentata dal caso Sirchia. Un luminare, primario del Policlinico di Milano, che, a quanto pare, e' stato condannato per corruzione (credo) per avere preso finanziamenti da industrie farmaceutiche. Non ricordo bene se i reati si riferivano al periodo in cui e' stato ministro.
Quella positiva e' rappresentata dal caso Alemanno. Dicono fonti bene informate che quando era al ministero dell'agricoltura abbia lavorato molto bene. Penso che Alemanno non sia un agronomo, pero' quando uno e' intelligente si circonda di persone altrettanto capaci che possono aiutarlo a capire e risolvere i problemi.
diciamo che Alemanno è stato il migliore dei ministri del governo 2001 2006, ma non credo sia stato troppo bravo
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